L’Ungheria continuerà a bloccare il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e le nuove sanzioni contro la Russia finché non verrà ripristinato il funzionamento dell’oleodotto Druzhba, ha dichiarato ieri a Bruxelles il ministro degli Esteri Péter Szijjártó.
Le forniture di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba verso l’Ungheria e la Slovacchia restano sospese dalla fine di gennaio. Kyiv sostiene che un attacco russo abbia colpito le infrastrutture dell’oleodotto nella parte occidentale del Paese, mentre Slovacchia e Ungheria attribuiscono all’Ucraina la responsabilità della prolungata interruzione delle forniture.
L’incontro previsto per ieri a Bruxelles tra Ungheria, Slovacchia e Ucraina, dedicato ai colloqui sull’oleodotto, non si è tenuto e Budapest ne ha attribuito la responsabilità nuovamente a Kyiv.
Ungheria e Slovacchia, avvalendosi del diritto di veto nelle istituzioni europee, stanno bloccando sia il nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia sia l’erogazione del prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. Szijjártó ha annunciato che l’Ungheria continuerà a farlo finché l’oleodotto non riprenderà a funzionare.
Ha inoltre respinto la soluzione proposta dall’Unione relativa all’importazione di petrolio tramite l’oleodotto croato Adria. Questa proposta avrebbe dovuto essere un punto chiave dell’incontro tra la Commissione europea, la Slovacchia, l’Ungheria e la Croazia.
“Non vogliamo trovarci in una situazione in cui la Croazia sia il nostro unico fornitore”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese ai giornalisti.
Kallas vuole convincere l’Ungheria entro la fine della settimana
Nel frattempo, l’alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri Kaja Kallas spera di riuscire a convincere Budapest a fare marcia indietro entro la fine della settimana.
Durante il briefing prima della riunione del Consiglio Affari esteri di ieri, ha affermato che l’Ungheria non dovrebbe bloccare il prestito all’Ucraina. “Si tratta di attuare decisioni già prese a livello dei leader, decisioni a cui anche l’Ungheria ha dato il proprio consenso”, ha sottolineato.
Kallas ha aggiunto che della questione si stanno occupando il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Alla fine di questa settimana si terrà il vertice del Consiglio europeo, quindi speriamo di riuscire a convincere l’Ungheria a rispettare gli accordi che ha anch’essa sottoscritto”, ha dichiarato.
Il presidente francese Emmanuel Macron aveva già affermato che l’impegno assunto dai leader dell’Unione europea di fornire all’Ucraina 90 miliardi di euro sotto forma di prestiti sarà mantenuto, anche se l’Ungheria dovesse bloccare i primi versamenti.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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